mercoledì, Novembre 30, 2022
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Bonus ristrutturazione: come rifare casa e metà costo
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Poter mettere a posto la propria abitazione è un desiderio di molti, che ci siano interventi strutturali da mettere in atto o semplici migliorie da apportare, tutti vogliono vivere in una casa che rispecchi appieno i gusti e le personalità degli abitanti.

Non sempre però è facile avere la liquidità necessaria per portare avanti gli interventi di ristrutturazione, è per questo che lo stato italiano ha deciso di elargire un bonus ristrutturazione che possa agevolare chi vuole mettere mano a dei lavori da fare in casa.

In questo articolo andremo a vedere, nello specifico:

  • Cosa è il bonus ristrutturazioni.
  • Quali sono i requisiti.
  • Cosa prevede.
  • Quali sono le modalità di rimborso.
  • Quali sono le modalità di cessione del credito.

Cos’è il bonus ritrutturazioni

Il bonus ristrutturazioni, confermato nella Legge di Bilancio 2021 e prorogato fino al 31 dicembre 2021, è una detrazione di tipo fiscale al 50% con un tetto limite di 96.000 euro, di cui tutti i dettagli sono presenti nella sezione dedicata del sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Viene pensato e messo in atto come incentivo alla manutenzione ordinaria e straordinaria in condomini o edifici singoli.

Per avere una risposta a qualsiasi info è possibile contattare telefonicamente l’Agenzia delle Entrate, oppure recarsi in uno degli uffici presenti sul territorio nazionale. Dopo aver capito cos’è il bonus ristrutturazioni è importante per chi legge capire anche come questo bonus si differenzia dagli altri incentivi per le ristrutturazioni edilizie e gli adeguamenti energetici. Continuando a leggere si avranno tutte le informazioni per poter operare una scelta in piena autonomia.

I requisiti per richiederlo

Quali sono i requisiti necessari a richiedere la detrazione Irpef al 50% derivata dal bonus ristrutturazione? Questa è una domanda che si pongono in molti e alla quale è facile dare una risposta chiara e precisa, spetta ai proprietari, locatari, comodatari o titolari di un diritto reale di godimento di immobili da ristrutturare.

Questo perché il bonus ristrutturazioni può essere richiesto anche da soggetti diversi rispetto al proprietario dell’immobile, anche società cooperative e imprenditori individuali possono richiedere, come gli altri soggetti prima esposti, l’accesso al bonus ristrutturazione. È bene precisare che la detrazione Irpef viene elargita su un tetto massimo di 96.000 euro.

Cosa è previsto nel bonus

I lavori di ristrutturazione che vengono previsti per questo tipo di bonus sono davvero tanti. Gli interventi di manutenzione ordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione su edifici residenziali, su condomini o singole unità immobili sono considerati idonei alla richiesta del bonus.

Possono rientrare tra le spese da ammortare anche i lavori di sostituzione del gruppo elettronico di energia resistente e per la sostituzione delle porte interne.

Per fare alcuni esempi:

  • Installazione di ascensori, scale di sicurezza.
  • Rifacimento delle facciate e messa in sicurezza delle stesse.
  • Interventi per il risparmio energetico.
  • Costruzione o manutenzione di scale e rampe interne.
  • Sostituzione infissi.
  • Servizi igienici.

Sono tra i tipi di ristrutturazione che rientrano all’interno del bonus ristrutturazione. Per tutti i lavori di risparmio energetico, per accedere al bonus è necessario inviare comunicazione ENEA.

Rimborso nella dichiarazione dei redditi

Dopo aver inquadrato in maniera chiara quali sono i lavori e i requisiti da rispettare per accedere a questo tipo di bonus è ovviamente necessario capire come viene elargito il rimborso da parte dello Stato. Il rimborso delle spese effettuate verrà elargito al contribuente sotto forma di 10 rate annuali.

Questo vuol dire che la detrazione Irpef al 50% relativa al bonus ristrutturazioni viene emessa a favore del contribuente che ha sostenuto le spese e richiesto il bonus ristrutturazioni in 10 anni come rimborso all’interno del 730.

E’ chiaro che deve esserci un valore di IRPEF da pagare in modo da poter sottrarre il valore del bonus che dovrà essere rimborsato ogni anno. In sostanza un soggetto che non ha reddito e che quindi non versa alcuna somma di tassa IRPEF, non potrà usufruire di alcun bonus ristrutturazione nel 730, mentre i lavoratori che nella propria dichiarazione dei redditi rilevano un pagamento di IRPEF, per quei soggetti sarà possibile usufruire del rimborso che viene decurtato dal valore totale della tassazione IRPEF.

Rimborso con cessione del credito

Il rimborso con cessione del credito è particolarmente adatto a coloro che vogliono usufruire del bonus ma non hanno la disponibilità economica immediata per accedervi. Esistono, infatti, delle aziende di ristrutturazioni che secondo quanto previsto dalla legge di Bilancio, in questo caso si avrà accesso a uno sconto in fattura davvero sostanzioso (nella pratica è appunto il 50% del bonus).

Farlo è semplice e veloce, non comporta procedure troppo complicate né successivi impegni da parte del contribuente negli anni. L’impresa che prende in gestione un lavoro di ristrutturazione di questo tipo, avrà la possibilità di essere rimborsata del bonus ristrutturazioni del lavoro eseguito, nella propria dichirazione dei redditi dell’azienda.




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